New Holland serie T8000
Febbraio 22, 2008
Dal G/70 al T 8000, in meno di un decennio, passando attraverso «l’anello di congiunzione» Tg. New Holland non ha certo lesinato i miglioramenti alle sue ammiraglie, trattori di punta sia come prestazioni sia come fatturato. È vero che in Italia le macchine di alta potenza costituiscono una nicchia di mercato, ma è altrettanto vero che all’estero la nicchia non è più tale, tanto da assicurare margini più che interessanti. La nuova serie T 8000 di New Holland, presentata nell’ambito di Fieragricola, è una linea nuova nei contenuti e nella denominazione. Le nuove sigle, infatti, eliminano l’indicazione dei cavalli in quanto le curve di potenza dei nuovi motori non possono essere individuate con un solo dato. Alla potenza nominale, che solitamente coincide con il massimo numero di giri, fanno da controcanto la potenza massima, diversa dalla prima e, spesso, una potenza in over boost ancora diversa. Nasce da qui la decisione di utilizzare sigle neutre, che in questo caso sono tre: T 8020 da 281 cavalli di potenza massima, il T 8030 da 307 cavalli e il T 8040 da 337 cavalli, tutti erogati da motori Cnh realizzati su base Cummins. I propulsori sono alimentati da un sistema di iniezione di tipo common rail e gestione elettronica, hanno distribuzioni a quattro valvole per cilindro e sistemi di aspirazione e scarico Cross Flow che ottimizzano il rendimento garantendo un arco di lavoro in potenza costante che ayyacca a 1600 giri e chiude a 2200. questo dato, abbinato a valori di riserve di coppia oscillanti tra il 42 e il 47 per cento, conferisce ai T 8000 una grande elasticità che impedisce al trattore di piantarsi quando incontra resistenze improvvise e impreviste. Il sistema Engine Speed Management permette di impostare un regime di lavoro costante indipendentemente dal variare del carico, mentre la trasmissione Ultra Command, un full power shift a 18 rapporti, è in grado di lavorare anche in modo automatico.
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