Robot di mungitura….un valido alleato???

Febbraio 2, 2008

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ROBOT DI MUNGITURA UN’INNOVAZIONE CON PRO E CONTRO
La zootecnia da latte nel corso degli ultimi 50 anni è stata segnata dall’introduzione di innovazioni tecnologiche che hanno influenzato positivamente le performance produttive delle vacche.
Tra questi cambiamenti come dimenticare l’introduzione della mungitura meccanica, o l’adozione della fecondazione artificiale ed in tempi più recenti la diffusione dell’unifeed. Il prossimo decennio
sarà caratterizzato probabilmente dall’utilizzo su larga scala dei nuovi sistemi informatici applicati agli allevamenti per migliorarne la gestione (podometri, rilevatori di conducibilità, ecc.).
All’interno di questi sistemi quello che sicuramente affascina maggiormente è il “robot” dimungitura.
Questo sistema di mungitura automatica è arrivato da noi dopo le ricerche effettuate in Olanda e permette di ridurre la gravosità fisica della mungitura tradizionale.
Non è più necessaria la presenza del mungitore che attacca il gruppo di mungitura ma tramite l’identificazione della bovina un braccio meccanico provvede all’attacco del gruppo di mungitura.
I robot di mungitura disponibili sul mercato sono classificati in due categorie a seconda se il braccio di attacco del gruppo operi su una sola postazione di mungitura o su 3-4 postazioni poste in sequenza.
In entrambe le soluzioni la posta di mungitura è simile a quelle a “tandem” con l’animale che è posto parallelo rispetto al gruppo di attacco.
Gli impianti con una sola postazione ha una capacità di circa 150 mungiture al giorno (ad es. 60 vacche munte 2,5 volte al giorno). Se il braccio di attacco lavora su più postazioni si stima una
capacità variabile tra 200 e 370 mungiture ossia tra le 80 e 150 vacche.
L’introduzione nell’azienda del sistema robotizzato di mungitura implica uno studio preliminare del posizionamento del box di mungitura in quanto si può scegliere per un accesso libero alla mungitura o forzata (gli animali per andare dalla zona di riposo a quella di alimentazione devono transitare forzatamente dal box di mungitura). Ad esempio per invogliare l’accesso al box di mungitura può essere installato un autoalimentatore che distribuisce mangime in quantità più o meno elevata in funzione della produttività dell’animale.
Fare la scelta di passare alla mungitura robotizzata presenta non solo aspetti positivi facilmente immaginabili, ma anche alcune difficoltà troppe volte trascurate al momento di fare questo passo:
il robot rimane operativo per 20-22 ore al giorno e qualsiasi guasto o problema richiede un intervento tempestivo: l’allevatore deve essere sempre reperibile ed in caso grave sarà necessario l’intervento dei tecnici dell’assistenza. Ogni ora di ritardo nel ripristino della funzionalità del robot
significa che gli animali non possono essere munti e quindi aumentano le ore tra una mungitura e la
seguente con diminuzione di produzione di latte giornaliero,
mediamente 3-4 volte al giorno l’allevatore deve consultare tutti i dati elaborati dal computer
collegato al robot e intervenire sugli animali posti nel box di separazione o in ritardo col passaggio
presso la stazione di mungitura. Questa operazione richiede secondo ricerche svolte anche in Italia
da 1 a 3 ore al giorno;
essendo la mungitura effettuata in continuo è necessario predisporre un sistema supplementare di
accumulo del latte da utilizzare quando si sta effettuando il lavaggio del tank frigorifero: in pratica
va realizzato un doppio sistema di accumulo del latte (due frigoriferi e sistemi similari);
la morfologia della mammella è determinante per la mungitura: le vacche con quarti convergenti o eccessivamente ravvicinati non possono essere munte dal robot. E’ stato calcolato che inizialmente
la quota di rimonta aumenta per questo punto critico tra il 10 e il 15%; è possibile un peggioramento di alcuni parametri di qualità del latte:
grasso: sembra possibile un aumento degli acidi grassi liberi con conseguente maggiore facilità di
irrancidimento e peggioramento delle qualità organolettiche dei prodotti; carica batterica: i dati disponibili in generale segnalano un leggero aumento di microrganismi
rispetto alla mungitura tradizionale;
cellule somatiche: aumentando le mungiture dovrebbero calare le cellule, però continue e lunghe mungiture dovute al periodo preparatorio preliminare possono danneggiare i tessuti capezzolari con innalzamento delle cellule somatiche nella massa;
punto crioscopico: i frequenti lavaggi e risciacqui cui è sottoposto il sistema ed in particolare i prendicapezzoli, possono lasciare residui di acqua e il superamento dei limiti di legge (-0,52°C);
per poter utilizzare correttamente tutti i dati resi dal robot è necessaria una buona conoscenza dei sistemi informatici ed è fondamentale la presenza in azienda di personale avvezzo all’uso del
computer; il robot di mungitura non può mungere più di un determinato numero di vacche: qualora l’azienda
aumentasse il numero di vacche in lattazione potrebbe trovarsi costretta ad acquistare altri robot di mungitura con ulteriore esborso economico (ad es. se un allevatore passa da 60 vacche munte a 80 vacche deve necessariamente acquistare un’altra postazione di mungitura).
Esistono però anche innegabili vantaggi:
il robot di mungitura necessita di uno spazio limitato e non è necessaria la sala d’attesa: con evidenti risparmi nella fase di realizzazione delle strutture;si può ridurre il numero di cuccette e di poste in rastrelliera rispetto agli animali presenti in quanto
non dovrebbe mai verificarsi che tutti gli animali siano nell’area di riposo o di alimentazione;
sicuramente migliora la qualità della vita del personale addetto alla mandria e riduce la gravosità fisica del lavoro in stalla;
aumenta il benessere degli animali non costretti ad orari prestabiliti ad andare tutti insieme nei locali di mungitura; senza tener conto dei ritmi giornalieri degli animali; permette la disponibilità di un elevato numero di dati riguardanti gli aspetti gestionali della mandria
e di ogni singolo animale (produzione di ogni singolo quarto, conducibilità elettrica, mobilità,temperatura del latte, ecc.).
CONCLUSIONI
Come tutte le innovazioni, inizialmente il robot di mungitura ha sollevato numerosi dubbi e
problemi, alcuni sono già stati risolti altri lo saranno col tempo.
Il robot può rappresentare uno strumento per il miglioramento della qualità di vita degli allevatori,
ma non per questo la mungitura degli animali può andare avanti da sola senza attenti controlli.
Con il robot l’uomo si svincola da alcuni problemi di orario, ma la sua presenza e vigilanza sulla
gestione della mandria deve essere costante.
E non per ultimo va ricordato che bisogna assicurarsi della qualità del latte prodotto perchè è solo
partendo da un latte di ottima qualità che si possono ottenere prodotti tipici di pregio su cui l’Italia
ha puntato per vincere l’agguerrita concorrenza dei nostri partners comunitari garantendo un futuro
alla nostra zootecnia.

Entry Filed under: Robot di mungitura, Sale Mungitura, Stalle. .


 

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