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CRESSONI CRX - linea grano

Marzo 11, 2008

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Ormai è tempo di pensare al prossimo raccolto, avete tutti gli attrezzi a posto??? Bhe, se la vostra testata da grano non è più quella di un tempo cosa aspettare nel sostituirla con un nuova magari pieghevole??? La Cressoni con la propria decennale esperienza nella fabbricazione di piattaforme da grano ripiegabili ha sviluppato il modello CRX, una barra da grano completamente innovativa nel sistema di ripiegamento. La piattaforma CRX è stata studiata per ottenere il massimo delle prestazioni sia in fase di lavoro che di trasporto. Il sistema di ripiegamento completamente innovativo della piattaforma CRX fa si che lo spostamento e il ripiegamento avvengano senza provocare lo sbilanciamento del peso in relazione al corpo della mietitrebbia. La visibilità dalla mietitrebbia, grazie alla struttura compatta, è totale sia in fase di lavoro che durante i trasferimenti, anche per le versioni di maggiore larghezza. Il ripiegamento avviene direttamente dal posto di guida per mezzo di una centralina che controlla gli spostamenti automatizzati. La nuova piattaforma CRX garantisce le migliori prestazioni di raccolta anche nelle condizioni più difficili e una sicura affidabilità meccanica. La barra grano ripiegabile CRX è perfettamente applicabile anche alle mietitrebbie autolivellanti e semi-livellate. La curata distribuzione dei pesi sia in fase di trasporto che di lavoro permette un corretto livellamento della testata in relazione al corpo della mietitrebbia mantenendo un’ottima stabilità.

 
 

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John Deere…un 2007 da record

Febbraio 22, 2008

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John Deere dimostra anche per il 2007 di essere il motore trainante dell’ innovazione tecnologica fra i costruttori di trattori.
Il palmarès dell’innovazione “SIMA 2007″, è infatti stato assegnato al sistema “iTEC Pro” (intelligent Total Equipment Control) che ha dimostrato di rappresentare la nuova frontiera verso l’automazione del trattore.
Questa rivoluzione voluta da JD verso la completa automazione delle operazioni più ripetitive, può essere installata su tutti i trattori che siano equipaggiati con il sistema di guida “Auto Trac”.
Il sistema integra infatti in maniera poderosa, per la prima volta assoluta, un sistema di guida automatizzata tramite gps, ed una gestione automatizzata di tutte le manovre che normalmente si eseguono a fine capezzagna.
“iTEC Pro”, manovra dopo manovra, apprenderà autonomamente tutte quelle operazioni che l’operatore svolge in maniera normalmente ripetitiva.

E’ stato verificato che arrivato a fondo campo, l’operatore deve in pochissimo tempo eseguire tutta la serie di queste manovre: diminuire la velocità, alzare il sollevatore anteriore e posteriore, manovrare alcuni distributori idraulici, disattivare la presa di forza, disattivare il bloccaggio del differenziale, ed eseguire la svolta a 180°.
Dopodichè è necessario eseguire nuovamente le precedenti operazioni in ordine inverso per riprendere il lavoro.
Fino ad ora infatti, diversi produttori di trattori avevano già presentato sistemi per la gestione automatizzata delle operazioni ripetitive, ma mai nessuno, prima di “iTEC Pro” le aveva integrate con il sistema di guida automatizzata.
La “pulizia” del campo ed il rispetto della coltura saranno così evidenti, che l’operatore si “dimenticherà” della guida e sarà concentrato solo sulla perfetta esecuzione della lavorazione del terreno.
E’ possibile infatti selezionare la tolleranza della traiettoria percorsa dal trattore con uno scostamento compreso tra i 20 ed i 2 cm.

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New Holland serie T8000

Febbraio 22, 2008

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Dal G/70 al T 8000, in meno di un decennio, passando attraverso «l’anello di congiunzione» Tg. New Holland non ha certo lesinato i miglioramenti alle sue ammiraglie, trattori di punta sia come prestazioni sia come fatturato. È vero che in Italia le macchine di alta potenza costituiscono una nicchia di mercato, ma è altrettanto vero che all’estero la nicchia non è più tale, tanto da assicurare margini più che interessanti. La nuova serie T 8000 di New Holland, presentata nell’ambito di Fieragricola, è una linea nuova nei contenuti e nella denominazione. Le nuove sigle, infatti, eliminano l’indicazione dei cavalli in quanto le curve di potenza dei nuovi motori non possono essere individuate con un solo dato. Alla potenza nominale, che solitamente coincide con il massimo numero di giri, fanno da controcanto la potenza massima, diversa dalla prima e, spesso, una potenza in over boost ancora diversa. Nasce da qui la decisione di utilizzare sigle neutre, che in questo caso sono tre: T 8020 da 281 cavalli di potenza massima, il T 8030 da 307 cavalli e il T 8040 da 337 cavalli, tutti erogati da motori Cnh realizzati su base Cummins. I propulsori sono alimentati da un sistema di iniezione di tipo common rail e gestione elettronica, hanno distribuzioni a quattro valvole per cilindro e sistemi di aspirazione e scarico Cross Flow che ottimizzano il rendimento garantendo un arco di lavoro in potenza costante che ayyacca a 1600 giri e chiude a 2200. questo dato, abbinato a valori di riserve di coppia oscillanti tra il 42 e il 47 per cento, conferisce ai T 8000 una grande elasticità che impedisce al trattore di piantarsi quando incontra resistenze improvvise e impreviste. Il sistema Engine Speed Management permette di impostare un regime di lavoro costante indipendentemente dal variare del carico, mentre la trasmissione Ultra Command, un full power shift a 18 rapporti, è in grado di lavorare anche in modo automatico.

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Falciatrici Pottinger

Febbraio 7, 2008

Ormai è tempo di pensare alla nuova stagione foraggiera che si sta avvicinando…
Avete tutte le attrezzature necessarie al caso??? Bhe… se state pensando ad una
nuova falciatrice a dischi nulla di meglio che Pottinger leader mondiale in questo
settore.Pottinger aiuta nella raccolta del foraggio con macchine professionali,
sviluppate per l’impiego pratico e costruite con standard elevati.
Le macchine garantiscono un’elevata velocità di lavoro e una buona qualità per
ogni tipo di esercizio garzie anche al condizionatore che sparge il foraggio
per tutta la sua larghezza comportando tempi di essicazione più brevi,minor spreco
di tempo(girello…)e una migliore qualità di insilaggio.

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I nitrati di provenienza agricola…

Febbraio 6, 2008
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“Gli effluenti di allevamento contengono sostastanze nutritive ed ammendanti che possono garantire una migliore produttività del suolo. Questo effetto positivo dell’utilizzazione
agronomica degli effluenti può essere compromesso o diventare addirittura inquinante se si dovesse eccedere nelle quantità.
Va ricordato che i nitrati presenti nelle acque destinate al consumo umano,con un limite
massimo di potabilità pari a 50 mg/l,sono nocivi alla salute. A concentrazioni molto elevate, i nitrati possono essere precursori di agenti cancerogeni… “
Questo è quanto ho letto pochi giorni fà in una rivista trattante il tema dell’agricoltura,
pensandoci bene il problema non va sottovalutato,ma secondo le mie opinioni le autorità
hanno un po’esagerato. Pensiamo ad esempio a tutti quegli agricoltori che hanno molti capi
in stalla e non hanno terreno a sufficienza per smaltire i liquami e letame: cosa sranno costretti a fare…diminuire il numero di capi per rientrare nei limiti con conseguente perdita di denaro,oppure andare alla ricerca di terreno con conseguente maggior lavoro??…
Ecco quanti capi si possono tenere in allevamento per ettaro:Vacche da latte 2/haBovini da carne 4.7/ha

Vitelli(carne bianca) 19.8/ha

Suini da ingrasso 17.3/ha

Ovaiole 370/ha

Conigli 340/ha

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Robot di mungitura….un valido alleato???

Febbraio 2, 2008

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ROBOT DI MUNGITURA UN’INNOVAZIONE CON PRO E CONTRO
La zootecnia da latte nel corso degli ultimi 50 anni è stata segnata dall’introduzione di innovazioni tecnologiche che hanno influenzato positivamente le performance produttive delle vacche.
Tra questi cambiamenti come dimenticare l’introduzione della mungitura meccanica, o l’adozione della fecondazione artificiale ed in tempi più recenti la diffusione dell’unifeed. Il prossimo decennio
sarà caratterizzato probabilmente dall’utilizzo su larga scala dei nuovi sistemi informatici applicati agli allevamenti per migliorarne la gestione (podometri, rilevatori di conducibilità, ecc.).
All’interno di questi sistemi quello che sicuramente affascina maggiormente è il “robot” dimungitura.
Questo sistema di mungitura automatica è arrivato da noi dopo le ricerche effettuate in Olanda e permette di ridurre la gravosità fisica della mungitura tradizionale.
Non è più necessaria la presenza del mungitore che attacca il gruppo di mungitura ma tramite l’identificazione della bovina un braccio meccanico provvede all’attacco del gruppo di mungitura.
I robot di mungitura disponibili sul mercato sono classificati in due categorie a seconda se il braccio di attacco del gruppo operi su una sola postazione di mungitura o su 3-4 postazioni poste in sequenza.
In entrambe le soluzioni la posta di mungitura è simile a quelle a “tandem” con l’animale che è posto parallelo rispetto al gruppo di attacco.
Gli impianti con una sola postazione ha una capacità di circa 150 mungiture al giorno (ad es. 60 vacche munte 2,5 volte al giorno). Se il braccio di attacco lavora su più postazioni si stima una
capacità variabile tra 200 e 370 mungiture ossia tra le 80 e 150 vacche.
L’introduzione nell’azienda del sistema robotizzato di mungitura implica uno studio preliminare del posizionamento del box di mungitura in quanto si può scegliere per un accesso libero alla mungitura o forzata (gli animali per andare dalla zona di riposo a quella di alimentazione devono transitare forzatamente dal box di mungitura). Ad esempio per invogliare l’accesso al box di mungitura può essere installato un autoalimentatore che distribuisce mangime in quantità più o meno elevata in funzione della produttività dell’animale.
Fare la scelta di passare alla mungitura robotizzata presenta non solo aspetti positivi facilmente immaginabili, ma anche alcune difficoltà troppe volte trascurate al momento di fare questo passo:
il robot rimane operativo per 20-22 ore al giorno e qualsiasi guasto o problema richiede un intervento tempestivo: l’allevatore deve essere sempre reperibile ed in caso grave sarà necessario l’intervento dei tecnici dell’assistenza. Ogni ora di ritardo nel ripristino della funzionalità del robot
significa che gli animali non possono essere munti e quindi aumentano le ore tra una mungitura e la
seguente con diminuzione di produzione di latte giornaliero,
mediamente 3-4 volte al giorno l’allevatore deve consultare tutti i dati elaborati dal computer
collegato al robot e intervenire sugli animali posti nel box di separazione o in ritardo col passaggio
presso la stazione di mungitura. Questa operazione richiede secondo ricerche svolte anche in Italia
da 1 a 3 ore al giorno;
essendo la mungitura effettuata in continuo è necessario predisporre un sistema supplementare di
accumulo del latte da utilizzare quando si sta effettuando il lavaggio del tank frigorifero: in pratica
va realizzato un doppio sistema di accumulo del latte (due frigoriferi e sistemi similari);
la morfologia della mammella è determinante per la mungitura: le vacche con quarti convergenti o eccessivamente ravvicinati non possono essere munte dal robot. E’ stato calcolato che inizialmente
la quota di rimonta aumenta per questo punto critico tra il 10 e il 15%; è possibile un peggioramento di alcuni parametri di qualità del latte:
grasso: sembra possibile un aumento degli acidi grassi liberi con conseguente maggiore facilità di
irrancidimento e peggioramento delle qualità organolettiche dei prodotti; carica batterica: i dati disponibili in generale segnalano un leggero aumento di microrganismi
rispetto alla mungitura tradizionale;
cellule somatiche: aumentando le mungiture dovrebbero calare le cellule, però continue e lunghe mungiture dovute al periodo preparatorio preliminare possono danneggiare i tessuti capezzolari con innalzamento delle cellule somatiche nella massa;
punto crioscopico: i frequenti lavaggi e risciacqui cui è sottoposto il sistema ed in particolare i prendicapezzoli, possono lasciare residui di acqua e il superamento dei limiti di legge (-0,52°C);
per poter utilizzare correttamente tutti i dati resi dal robot è necessaria una buona conoscenza dei sistemi informatici ed è fondamentale la presenza in azienda di personale avvezzo all’uso del
computer; il robot di mungitura non può mungere più di un determinato numero di vacche: qualora l’azienda
aumentasse il numero di vacche in lattazione potrebbe trovarsi costretta ad acquistare altri robot di mungitura con ulteriore esborso economico (ad es. se un allevatore passa da 60 vacche munte a 80 vacche deve necessariamente acquistare un’altra postazione di mungitura).
Esistono però anche innegabili vantaggi:
il robot di mungitura necessita di uno spazio limitato e non è necessaria la sala d’attesa: con evidenti risparmi nella fase di realizzazione delle strutture;si può ridurre il numero di cuccette e di poste in rastrelliera rispetto agli animali presenti in quanto
non dovrebbe mai verificarsi che tutti gli animali siano nell’area di riposo o di alimentazione;
sicuramente migliora la qualità della vita del personale addetto alla mandria e riduce la gravosità fisica del lavoro in stalla;
aumenta il benessere degli animali non costretti ad orari prestabiliti ad andare tutti insieme nei locali di mungitura; senza tener conto dei ritmi giornalieri degli animali; permette la disponibilità di un elevato numero di dati riguardanti gli aspetti gestionali della mandria
e di ogni singolo animale (produzione di ogni singolo quarto, conducibilità elettrica, mobilità,temperatura del latte, ecc.).
CONCLUSIONI
Come tutte le innovazioni, inizialmente il robot di mungitura ha sollevato numerosi dubbi e
problemi, alcuni sono già stati risolti altri lo saranno col tempo.
Il robot può rappresentare uno strumento per il miglioramento della qualità di vita degli allevatori,
ma non per questo la mungitura degli animali può andare avanti da sola senza attenti controlli.
Con il robot l’uomo si svincola da alcuni problemi di orario, ma la sua presenza e vigilanza sulla
gestione della mandria deve essere costante.
E non per ultimo va ricordato che bisogna assicurarsi della qualità del latte prodotto perchè è solo
partendo da un latte di ottima qualità che si possono ottenere prodotti tipici di pregio su cui l’Italia
ha puntato per vincere l’agguerrita concorrenza dei nostri partners comunitari garantendo un futuro
alla nostra zootecnia.

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Cambio automatico…una realtà??

Ottobre 13, 2007

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Da qualche tempo sono presenti sul mercato mezzi agricoli equipaggiati con il cambio a variazione continua meglio conosciuto cambio automatico,
Ma davvero questa soluzione potrà sostituire il tradizionale cambio a marce???Secondo le case costruttrici che ne fanno già uso questa tipologia
di cambio sarà sicuramente montata di serie su tutti i trattori.Ma vediamo che benefici si possono trarre montando il cambio automatico:inanzitutto
non sarà più necessaria scegliere la marcia più opportuna visto che sarà il cambio stesso a garantire al motore di erogare il massimo della forza
con il minor numero di giri motore,comportando così una diminuzione di sprechi di gasolio(visto i prezzi!!!)e minor stress verso l’agricoltore.
Tuttavia vanno menzionati anche gli svantaggi cioè il prezzo troppo elevato…forse(come per ogni cosa)col andar del tempo scenderà ma per ora risulta
una realtà per pochi,poi c’è il fatto della diffidenza, poichè si pensa che questo cambio vada bene per macchine con almeno 150-160cv:FALSO(possiedo un
6420 jd con autopowr e va BENISSIMO..).Tuttavia penso che se abassasero i prezzi della trasmissione(già senza sono alti) molti la proverrebbero e come me ne rimarrano soddisfatti

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Mais…che prezzi!!!

Ottobre 11, 2007

                                                                                 

Come primo mio articolo volevo affrontare il tema dell’aumento dei prezzi del mais e degli altri cereali che nell’ultimo periodo (circa sei mesi) si sono visti raddoppiare il loro prezzo…
Se possedete un campo di mais in una qualunque parte del mondo, ho grandiose notizie per voi: la vostra proprietà l’anno scorso si è rivalutata almeno del 15%! Merito dell’aumento del prezzo del mais da etanolo.
E non meno importante l’appello dell’Unione Europea la quale ha incitato e sottolineo incitato agli agricoltori di puntare su questa risorsa che dalle nostre parti come ben noto scarseggia,inoltre come detto prima si sta puntando sull’etanolo un biocarburante(ricavabile da gran parte dei cereali) quindi paesi come il canada e U.S.A che sono grandissimi produttori, hanno ridotto le esportazioni verso l’estero…
Una cosa però è certa il prezzo dei cereali non è mai stato così elevato (mais 230€/t).